Seguici su:

Affittare una stanza

Data: 26-Set-17

Categoria: Affitto & Condominio, Mercato Immobiliare e Agenzia Immobiliare

Condividi

Affittare una stanza si può?

Quali sono le regole da seguire per affittare una stanza?

Affittare una stanza: si può? –  come? – ci pago le tasse?

Varie le questioni di questa particolare tipologia di contratto di affitto che spesso viene confusa con il contratto di affittacamere.

Affittare una stanza – Concetto di locazione parziale

Né il codice civile, né le leggi speciali sulla locazione e sull’affitto (leggi n. 392/78 e n. 431/98) definiscono il contratto di locazione parziale.  Solo l’art. 1571 c.c. definisce la locazione in generale come quel contratto col quale una parte si obbliga a far godere all’altra una cosa mobile o immobile per un dato tempo, verso un determinato corrispettivo.

E quindi una definizione di contratto di locazione parziale può essere: un contratto col quale una parte si obbliga a far godere all’altra uno o più vani di un immobile, per un dato periodo, verso un corrispettivo.  Ovvero: locare, in uso esclusivo, uno o più vani di un’unità immobiliare, con l’uso condiviso della restante parte dell’abitazione.

La locazione parziale quindi può riguardare tanto una camera abitativa (stanza da letto), quanto una camera o degli spazi per usi differenti da quello abitativo (ad esempio per uso studio, ecc.).

Attenzione quindi a non confondere la locazione parziale, con la locazione di un posto letto in quanto questa tipologia contrattuale, senz’altro lecita, non è considerata una forma di locazione, ma alla stregua di attività ricettiva e regolata come attività imprenditoriale o para imprenditoriale.

 

Per quanto tempo si può affittare una stanza?

Il contratto di locazione parziale può avere la stessa durata del corrispettivo contratto di locazione di un immobile intero ad uso abitativo, secondo le seguenti tipologie previste dalla legge:

  • 4+4;
  • 3+2;
  • transitorio;
  • per studenti universitari;
  • con durata inferiore a trenta giorni.

con la specifica caratteristica, nel contratto per affittare una stanza, che ad essere locata non è l’intera abitazione ma solamente una sua parte.

Come per ogni altra locazione si può affittare una stanza ammobiliata oppure vuota ed é opportuno, per svariati motivi, individuare bene quali parti dell’unità immobiliare sono concesse in locazione con utilizzazione esclusiva e quali sono le parti comuni con gli altri coabitanti, specificando anche se esistono zone dell’abitazione escluse dall’uso ed il relativo arredo.

Allo stesso modo per la locazione parziale ad uso differente da quello abitativo, come affittare una stanza uso studio professionale solo che in questo caso la durata del contratto si dovrà adeguare a quanto prescritto dalla legge (art. 27 e ss. legge n. 392/78), che prevede una durata di almeno 6 + 6 anni.

La registrazione del contratto per affittare una stanza è anch’essa obbligatoria se questo supera i trenta giorni di durata.

 

La residenza e affittare una stanza

Avere la residenza è un obbligo che grava su tutte le persone che vivono in Italia e che devono dichiararsi al Comune nel quale è ubicata l’unità immobiliare nella quale vivono ma cosa accade se nella stessa abitazione hanno la residenza altre persone?   Si entra a fare parte della stessa famiglia anagrafica?

Per la Legge per famiglia anagrafica “si intende un insieme di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o da vincoli affettivi, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune” (art. 4, 1°c., DPR n. 223/1989).

Per esservi famiglia anagrafica deve esistere quindi accordo in tal senso tra gli interessati.   Persone o famiglie che coabitano nella stessa abitazione possono dar luogo perciò a due distinte famiglie anagrafiche (distinti nuclei familiari) se tra i componenti delle due famiglie non vi sono “vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela o vincoli affettivi”.

 

Il fisco e affittare una stanza

Anche chi fa un contratto per affittare una stanza ad uso abitativo di un immobile  può aderire al regime della cedolare secca, ossia quella forma di tassazione che prevede una imposta sostitutiva al 10% o al 21%.

L’Agenzia delle Entrate con una circolare (n. 26/E dell’1.06.2011) ha specificato che l’adesione al regime di cedolare secca per la prima locazione parziale vincola a questo regime anche le eventuali successive.

Nel caso di contratto per affittare una stanza dell’abitazione principale è dovuta la sola IMU “nel caso in cui l’importo della rendita catastale rivalutata del 5% risulti maggiore del canone annuo di locazione” mentre sono dovute sia l’IMU che la cedolare secca (o l’IRPEF) nel caso in cui l’importo del canone di locazione “sia di ammontare superiore alla rendita catastale rivalutata del 5%” (ADE Circ. n. 5/E dell’11 marzo 2013.

Vedi anche:

affittare gli errori da non fare,  

  Affitto turistico

>

Ti siamo stati utili con il post: Affittare una stanza?    Metti il tuo “mi piace” alla nostra pagina Facebook  Grazie

 

Se vuoi una consulenza professionale sulla compravendita della casa, chiamaci  e potremo studiare una strategia operativa e commerciale adatta alle tue esigenze per vendere meglio e più velocemente.

Vedi chi siamo:   Ag. IMMOBILIA Srl – Case & Aziende Tel. 06.51604243 – o scrivi a:   info@immobiliaroma.it    

La qualità che cercavi”:   Darci fiducia è una vostra scelta, dimostrarvi che avete fatto bene è il nostro impegno.  

Per essere aggiornato in anteprima sull’argomento o sui nostri immobili e attività commerciali in vendita o in affitto iscriviti alla nostra newsletter

 

 

 

    Lascia un commento

    Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

    Lascia un Commento

Copyright © 2018 | Immobilia Case e Aziende | Via dell'Archivio di Stato, 15 - cap. 00144 Roma - Tel. 333-6476840 | P.I. 14730031003
Privacy Policy

IMMOBILIA