Sfratto: come funziona per morosità e finita locazione, tempi e costi
In breve
Lo sfratto è la procedura con cui il proprietario chiede al giudice di riavere la casa affittata. Si usa quando l'inquilino non paga, per morosità, o quando il contratto è scaduto, per finita locazione. Dopo la convalida serve l'esecuzione con l'ufficiale giudiziario, che può richiedere mesi.
Lo sfratto è la procedura giudiziaria con cui il proprietario riottiene la casa affittata. Si usa in due casi: quando l'inquilino non paga (sfratto per morosità) e quando il contratto è finito e l'inquilino non lascia l'immobile (sfratto per finita locazione)[^1].
Sfratto: i due tipi principali
Le regole sono nel codice di procedura civile, agli articoli 657 e seguenti. Ecco le differenze:
| Sfratto per morosità | Sfratto per finita locazione | |
|---|---|---|
| Quando | L'inquilino non paga canoni o spese | Il contratto è scaduto dopo una disdetta valida |
| Presupposto | Canone non pagato da oltre 20 giorni | Disdetta inviata nei tempi corretti |
| Termine di grazia | Sì, fino a 90 giorni | No |
| Richiesta di pagamento | Sì, con decreto ingiuntivo per i canoni | No |
Esiste anche lo sfratto per necessità del locatore, ma solo a certe condizioni. Lo vediamo più avanti.
Sfratto per morosità: quando si può chiedere
Per le abitazioni basta poco. Il mancato pagamento di un solo canone, trascorsi 20 giorni dalla scadenza, è già un inadempimento grave. Lo stesso vale per oneri condominiali non pagati pari ad almeno due mensilità di canone[2].
Prima di avviare lo sfratto, però, conviene mandare una diffida scritta. A volte basta per sbloccare la situazione e risparmiare tempo e spese.
Il termine di grazia
Alla prima udienza, l'inquilino moroso può chiedere un termine per pagare. Il giudice può concedere fino a 90 giorni, che diventano 120 in situazioni di particolare difficoltà[2]. Se l'inquilino paga tutto, comprese spese e interessi, lo sfratto si chiude. Questa possibilità, però, non si può usare più di tre volte in quattro anni.
La procedura, infatti, è nel Codice di procedura civile del 1940.
Il locatore può intimare al conduttore […] lo sfratto con le modalità stabilite nell'articolo precedente anche in caso di mancato pagamento del canone di affitto alle scadenze […]
Le fasi dello sfratto, passo per passo
La procedura segue sempre lo stesso schema:
- Intimazione di sfratto e citazione per la convalida. L'avvocato del proprietario la notifica all'inquilino, con la data dell'udienza.
- Udienza di convalida. Se l'inquilino non si presenta o non si oppone, il giudice convalida lo sfratto e fissa la data del rilascio.
- Opposizione. Se l'inquilino contesta, la causa prosegue con un rito ordinario e i tempi si allungano.
- Precetto e preavviso di rilascio. Dopo la convalida, all'inquilino arriva l'ordine di lasciare la casa, con almeno dieci giorni di preavviso.
- Esecuzione. L'ufficiale giudiziario accede alla casa, anche più volte, eventualmente con la forza pubblica, e riconsegna le chiavi al proprietario.
Le fasi 1 e 2 possono durare poche settimane. La fase 5, invece, dipende dal carico degli uffici: a Roma può richiedere diversi mesi.
Sfratto per finita locazione
Questo tipo di sfratto si usa quando il contratto è finito e l'inquilino resta in casa. Il presupposto è una disdetta valida, inviata nei tempi previsti dal contratto e dalla legge. Trovi le regole nella guida alla disdetta del contratto di affitto.
L'intimazione si può notificare anche prima della scadenza. In questo modo l'udienza cade vicino alla data di fine contratto e il proprietario non perde tempo.
Si può sfrattare l'inquilino se la casa serve al proprietario?
Durante il contratto no. Alla prima scadenza, invece, il proprietario può negare il rinnovo per i motivi previsti dall'articolo 3 della legge 431/1998[3]. Tra questi:
- andarci ad abitare lui, il coniuge, i genitori o i figli;
- vendere la casa, se non possiede altri immobili abitativi oltre alla propria abitazione;
- ristrutturare l'immobile in modo che non sia possibile restarci.
In un contratto 4+4, quindi, la prima occasione arriva dopo quattro anni. La disdetta va inviata con almeno sei mesi di anticipo e deve indicare il motivo. Se poi il proprietario non usa la casa per quel motivo, l'inquilino può chiedere il ripristino del contratto o un risarcimento.
Sfratto esecutivo: cosa significa
Si parla di sfratto esecutivo quando il giudice ha già convalidato lo sfratto e la data di rilascio è passata. A quel punto il provvedimento è un titolo esecutivo: il proprietario può far intervenire l'ufficiale giudiziario senza un'altra causa.
In pratica, l'ufficiale giudiziario fissa un primo accesso e avvisa l'inquilino. Se l'inquilino non lascia la casa, gli accessi si ripetono. Infine, quando serve, l'ufficiale chiede l'assistenza della forza pubblica. Per questo i tempi di uno sfratto esecutivo dipendono molto dall'organizzazione del tribunale.
Costi e tempi dello sfratto
Le spese le anticipa il proprietario. Di solito comprendono:
- il compenso dell'avvocato;
- il contributo unificato e le spese di notifica;
- i costi dell'esecuzione, come l'eventuale fabbro.
Il giudice di norma condanna l'inquilino a rimborsarle. Recuperarle davvero, però, dipende dalla sua situazione economica. Per questo il deposito cauzionale e una buona selezione dell'inquilino restano la protezione migliore.
Come prevenire lo sfratto
Molti sfratti si evitano con alcune precauzioni:
- Registra sempre il contratto. Senza registrazione il contratto è nullo e agire diventa complicato.
- Verifica l'inquilino prima di firmare: contratto di lavoro, buste paga, referenze.
- Chiedi garanzie: deposito cauzionale e, se serve, una fideiussione.
- Intervieni subito al primo ritardo, con una richiesta scritta.
Se sei l'inquilino
Se ricevi un'intimazione di sfratto, non ignorarla. Presentati all'udienza, anche con un avvocato. Se la morosità dipende da una perdita del lavoro o da altre cause non tue, informati presso il tuo Comune: a Roma esistono contributi per la morosità incolpevole, con bandi periodici.
In sintesi
Lo sfratto per morosità si può chiedere dopo un solo canone non pagato da oltre 20 giorni; quello per finita locazione dopo una disdetta valida. La convalida è rapida, mentre l'esecuzione può richiedere mesi. Contratto registrato e inquilino affidabile restano la prevenzione migliore. Anche la scelta del regime fiscale conta: con la cedolare secca, per esempio, i canoni non percepiti seguono regole proprie in dichiarazione.
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Domande frequenti
Dopo quanti mesi di affitto non pagato si può sfrattare?
Per le abitazioni basta il mancato pagamento di un solo canone, trascorsi 20 giorni dalla scadenza. Lo prevede l'articolo 5 della legge 392 del 1978. Prima di avviare lo sfratto, però, conviene inviare un sollecito scritto all'inquilino. In questo modo, inoltre, si documenta la morosità davanti al giudice.
Cos'è il termine di grazia?
È il tempo che il giudice può concedere all'inquilino moroso per pagare, di regola fino a 90 giorni. Se paga tutto entro il termine, compresi interessi e spese, lo sfratto si chiude. Il termine di grazia, però, si può chiedere solo un numero limitato di volte. Se l'inquilino non paga, invece, il giudice convalida lo sfratto.
Si può sfrattare l'inquilino se la casa serve al proprietario?
Non durante il contratto. Alla prima scadenza però il proprietario può negare il rinnovo per motivi previsti dalla legge, come andarci ad abitare, con un preavviso di almeno sei mesi.
Quanto tempo ci vuole per uno sfratto?
Dipende dal tribunale e dalla collaborazione dell'inquilino. La convalida può arrivare in poche settimane, ma l'esecuzione con l'ufficiale giudiziario richiede spesso diversi mesi. A Roma, inoltre, i tempi possono allungarsi per il numero di procedure in corso. Per questo conviene muoversi subito, appena si accumulano i ritardi nei pagamenti.
Chi paga le spese dello sfratto?
Le anticipa il proprietario, insieme alle spese dell'avvocato e dell'ufficiale giudiziario. Di solito il giudice le pone a carico dell'inquilino, ma recuperarle dipende dalla sua solvibilità. Per questo, prima di firmare un contratto, conviene verificare il reddito dell'inquilino e chiedere garanzie, come un deposito o una fideiussione.
Fonti
- Normattiva — Codice di procedura civile, artt. 657-669 - Procedimento per convalida di sfratto
Pubblicata il 28/10/1940Consultata il 05/11/2026
Intimazione di sfratto per finita locazione e per morosità e convalida.
- Normattiva — Legge 27 luglio 1978, n. 392, artt. 5 e 55
Pubblicata il 27/07/1978Consultata il 05/11/2026
Inadempimento dopo 20 giorni e termine di grazia per sanare la morosità.
- Normattiva — Legge 9 dicembre 1998, n. 431, art. 3 - Disdetta alla prima scadenza
Pubblicata il 09/12/1998Consultata il 05/11/2026
Motivi per negare il rinnovo alla prima scadenza.
Avvertenza legale
Contenuto informativo di carattere generale. Non costituisce consulenza legale: per il tuo caso specifico rivolgiti a un avvocato o a un notaio.
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