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Codice tributo cedolare secca 2026: 1840, 1841, 1842 e scadenze

Redazione Immobiliaroma.it Aggiornato il 6 novembre 2026 5 min di lettura

In breve

Nel 2026 il codice tributo cedolare secca è 1840 per la prima rata di acconto, 1841 per la seconda rata o l'acconto in unica soluzione e 1842 per il saldo. Saldo e primo acconto scadono il 30 giugno, il secondo acconto il 30 novembre. Si paga con il modello F24.

Il codice tributo cedolare secca cambia in base al versamento: nel 2026 si usano 1840, 1841 e 1842. I primi due servono per gli acconti, il terzo per il saldo. Le scadenze sono le stesse dell'IRPEF, come prevede il decreto del 2011 che ha introdotto la cedolare[^3].

Qui trovi i codici, le date del 2026, come calcolare l'acconto e come correggere un ritardo.

Codice tributo cedolare secca: la tabella 2026

I codici vanno indicati nella sezione Erario del modello F24, insieme all'anno di riferimento. Ecco come usarli nel 2026[1][2].

Codice (2026)VersamentoAnno da indicareScadenza 2026
1840prima rata di acconto202630 giugno 2026
1841seconda rata o acconto unico202630 novembre 2026
1842saldo dell'anno precedente202530 giugno 2026

Il saldo e la prima rata si possono pagare anche entro il 30 luglio 2026, con una maggiorazione dello 0,4%. Inoltre il saldo si può dividere in rate mensili, con gli interessi previsti nel 2026.

Le scadenze, inoltre, seguono quelle dell'IRPEF, come prevede l'articolo 3 del decreto legislativo 23 del 2011:

La cedolare secca è versata entro il termine stabilito per il versamento dell'imposta sul reddito delle persone fisiche.

Quanto si paga di acconto con il codice tributo cedolare secca?

L'acconto cedolare secca è pari al 100% dell'imposta dovuta per l'anno precedente, secondo le regole del 2026. Si versa solo se supera 51,65 euro nel 2026. Ecco come si divide.

  • Prima rata: 40% dell'acconto, entro il 30 giugno 2026, con il codice 1840.
  • Seconda rata: 60% dell'acconto, entro il 30 novembre 2026, con il codice 1841.
  • Rata unica: se l'acconto è sotto 257,52 euro nel 2026, si paga tutto a novembre con il codice 1841.

Chi prevede di incassare meno nell'anno in corso, per esempio perché l'inquilino è andato via, può ridurre l'acconto. Tuttavia, se il calcolo è sbagliato, deve pagare la differenza con sanzioni.

Codice tributo cedolare secca: un esempio di calcolo

Prendiamo un proprietario a Roma con un canone libero di 1.000 euro al mese nel 2025. Nel 2025 ha incassato 12.000 euro, con la cedolare al 21%.

  • Saldo 2025, da versare entro il 30 giugno 2026: 2.520 euro, meno gli acconti già pagati nel 2025.
  • Primo acconto 2026, entro il 30 giugno 2026: 40% di 2.520 euro, cioè 1.008 euro con il codice 1840.
  • Secondo acconto 2026, entro il 30 novembre 2026: 60%, cioè 1.512 euro con il codice 1841.

Con un contratto a canone concordato, invece, l'aliquota nel 2026 è del 10%. Sullo stesso canone, nel 2026, la cedolare scenderebbe a 1.200 euro l'anno. Trovi le aliquote nella guida alla cedolare secca sugli affitti.

Codice tributo cedolare secca nel primo anno di affitto

Chi affitta per la prima volta nel 2026 di solito non versa acconti nel 2026. Infatti l'acconto si calcola sull'imposta dell'anno prima, che in questo caso non c'è. Paga quindi tutto a saldo nel 2027, con il codice 1842, insieme al primo acconto per il 2027.

Questo può creare un esborso alto in un'unica volta. Per questo conviene accantonare ogni mese una parte del canone. Inoltre chi ha anche altri redditi può valutare con il commercialista un acconto volontario.

Quali codici servono per il ravvedimento?

Chi paga in ritardo può usare il ravvedimento operoso. In questo caso, nel 2026, servono tre righe nel modello F24.

  • L'imposta con il suo codice, per esempio 1842 per il saldo, nel 2026.
  • La sanzione ridotta con il codice 8913, nel 2026.
  • Gli interessi legali con il codice 1992, al tasso dell'1,6% nel 2026.

Le percentuali di riduzione sono le stesse degli altri tributi. Trovi come funzionano nella guida al ravvedimento operoso. Prima agisci, meno spendi.

Errori frequenti nella delega di pagamento

Il primo errore è invertire i codici, per esempio pagando il saldo con il codice dell'acconto. In questo caso il versamento risulta comunque eseguito, ma va corretto. Si può chiedere la correzione all'Agenzia delle Entrate con il servizio online di assistenza o allo sportello.

Il secondo errore riguarda l'anno di riferimento. Per il saldo va indicato l'anno a cui si riferisce l'imposta, non quello del pagamento. Per gli acconti, invece, si indica l'anno in corso. Inoltre chi ha più contratti non deve fare un versamento per ciascuno: la cedolare si somma e si paga in un'unica riga per codice.

Infine, ricorda che la cedolare non si paga con il modello dell'IMU. Sono due imposte diverse, con sezioni e codici diversi nella stessa delega. Controlla quindi ogni riga prima di inviare il pagamento.

Cedolare secca e affitti brevi

Anche per gli affitti brevi la cedolare si paga con gli stessi codici tributo. Cambiano però le aliquote: nel 2026 il 21% sul primo immobile e il 26% sul secondo. Inoltre i portali che incassano i canoni applicano una ritenuta, che si scomputa in dichiarazione. Trovi i dettagli nella guida alla cedolare secca sugli affitti brevi.

Ricorda infine che la scelta della cedolare si fa al momento della registrazione del contratto, con il modello RLI. La scelta vale per tutta la durata, salvo revoca nelle annualità successive.

In sintesi

Nel 2026 il codice tributo cedolare secca è 1840 per la prima rata di acconto. Per la seconda rata o per l'acconto unico, invece, nel 2026 si usa il 1841, mentre per il saldo serve il 1842. Saldo e primo acconto scadono il 30 giugno 2026, il secondo acconto il 30 novembre 2026. Per i ritardi si aggiungono i codici 8913 e 1992 nel 2026.

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Telefono, penna e modulo fiscale: il codice tributo cedolare secca nel modello F24
Foto di Kelly Sikkema su Unsplash

Domande frequenti

Qual è il codice tributo della cedolare secca?

Si usano tre codici: 1840 per la prima rata di acconto, 1841 per la seconda rata di acconto o per l'acconto in unica soluzione, e 1842 per il saldo. Vanno nella sezione Erario del modello F24.

Quando si paga la cedolare secca nel 2026?

Il saldo dell'anno precedente e la prima rata di acconto scadono il 30 giugno, con possibilità di pagare entro il 30 luglio con una maggiorazione dello 0,4%. Il secondo acconto scade il 30 novembre.

Quanto si versa di acconto?

L'acconto è pari al 100% della cedolare dovuta per l'anno precedente, se supera 51,65 euro. Si divide in due rate: 40% a giugno e 60% a novembre, oppure tutto a novembre se l'importo è inferiore a 257,52 euro.

Chi inizia ad affittare nel 2026 deve pagare l'acconto?

Di solito no, perché l'acconto si calcola sulla cedolare dovuta per l'anno precedente, che per chi inizia è pari a zero. Nel primo anno, quindi, si paga tutto a saldo l'anno successivo, insieme al primo acconto. Conviene però accantonare la somma, perché quell'anno i versamenti si sommano.

Quali codici si usano per il ravvedimento della cedolare?

Con il ravvedimento si versa l'imposta con il suo codice tributo, la sanzione con il codice 8913 e gli interessi con il codice 1992, nello stesso modello F24. La sanzione ridotta dipende da quanto tempo è passato dalla scadenza. Inoltre conviene conservare la ricevuta insieme alla dichiarazione dei redditi.

Fonti

  1. Agenzia delle Entrate — Cedolare secca - Che cos'è (aggiornata al 29 maggio 2026)

    Pubblicata il 29/05/2026Consultata il 05/11/2026

    Versamenti di saldo e acconto della cedolare secca.

  2. Agenzia delle Entrate — Aree tematiche - Cedolare secca

    Consultata il 05/11/2026

    Modalità di pagamento e codici tributo.

  3. Normattiva — Decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, art. 3

    Pubblicata il 14/03/2011Consultata il 05/11/2026

    Istituzione della cedolare secca e termini di versamento come per l'IRPEF.

Avvertenza fiscale

Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Non sostituisce la consulenza di un commercialista, di un CAF o del notaio. Aliquote e regole possono cambiare: verifica sempre le fonti ufficiali prima di pagare o decidere.

Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono la consulenza di un notaio, commercialista o avvocato.

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