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Successione prima casa: imposte, requisiti e tempi nel 2026

Redazione Immobiliaroma.it Aggiornato il 6 novembre 2026 5 min di lettura

In breve

Nella successione della prima casa le imposte ipotecaria e catastale scendono a 200 euro ciascuna, se almeno un erede ha i requisiti prima casa. L'imposta di successione dipende invece dalla parentela: per coniuge e figli c'è una franchigia di un milione di euro a testa, quindi spesso non si paga nulla.

Nella successione prima casa si pagano poche centinaia di euro di imposte, se almeno un erede ha i requisiti. Nel 2026, infatti, le imposte ipotecaria e catastale scendono a 200 euro ciascuna[^2]. L'imposta di successione, invece, dipende dalla parentela e spesso è pari a zero grazie alla franchigia.

Qui trovi come funziona, chi ha diritto allo sconto, quali sono i tempi e quando si rischia di perdere l'agevolazione.

Cosa si paga con la successione prima casa?

Quando erediti una casa, le imposte da considerare sono tre. Ecco quali sono.

  • Imposta di successione, che dipende dal grado di parentela e dal valore ereditato.
  • Ipotecaria: di regola vale il 2% del valore catastale nel 2026.
  • Catastale: di regola vale l'1% del valore catastale nel 2026.

Con l'agevolazione, però, le imposte ipotecaria e catastale diventano fisse. Nel 2026 valgono 200 euro ciascuna, qualunque sia il valore della casa[2]. A queste si aggiungono bollo, tassa ipotecaria e tributi speciali, che nel 2026 restano nell'ordine di poche centinaia di euro.

Tutto parte, infatti, da una regola del Codice civile del 1942.

La successione si apre al momento della morte, nel luogo dell'ultimo domicilio del defunto.

L'imposta di successione e la franchigia

L'imposta di successione si calcola sulla quota di ciascun erede. Le aliquote del 2026 sono queste[1].

  • Coniuge e figli: aliquota del 4% nel 2026, con una franchigia di un milione di euro a testa.
  • Fratelli e sorelle: aliquota del 6% nel 2026, con una franchigia di 100.000 euro a testa.
  • Altri parenti fino al quarto grado: aliquota del 6% nel 2026, senza franchigia.
  • Tutti gli altri: aliquota dell'8% nel 2026, senza franchigia.

Per questo, nelle successioni tra genitori e figli, l'imposta di successione è quasi sempre nulla. In più la base di calcolo non è il prezzo di mercato. Si parte infatti dalla rendita catastale, che nel 2026 si rivaluta del 5% e si moltiplica per 110 se la casa è prima casa dell'erede.

Successione prima casa: i requisiti dell'erede

Per avere lo sconto basta che un solo erede abbia i requisiti. Il beneficio, poi, vale per l'intera casa e quindi aiuta anche gli altri coeredi. I requisiti sono gli stessi delle agevolazioni prima casa nell'acquisto.

  • Residenza: l'erede vive già nel comune della casa, oppure ci trasferisce la residenza entro diciotto mesi.
  • Nessun'altra casa nello stesso comune: l'erede non possiede un'altra abitazione nel comune.
  • Nessuna casa agevolata: l'erede non ha già comprato un'altra casa con le agevolazioni prima casa.

Inoltre la casa non deve essere di lusso. Restano esclusi, quindi, gli immobili accatastati come ville, castelli o abitazioni signorili.

Successione prima casa: un esempio

Facciamo un esempio con i valori del 2026. Due figli ereditano dalla madre una casa a Roma con una rendita catastale di 1.000 euro nel 2026. Uno dei due vive già a Roma e non possiede altre case, quindi ha i requisiti prima casa.

In questo caso l'imposta di successione è zero, perché ogni quota resta sotto la franchigia. Le imposte ipotecaria e catastale, poi, valgono 200 euro ciascuna nel 2026. Senza lo sconto, invece, i due fratelli avrebbero pagato nel 2026 circa 3.800 euro, cioè il 3% del valore catastale. La differenza, quindi, è di alcune migliaia di euro.

La dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione va presentata entro dodici mesi dal decesso, in via telematica[4]. Si può fare da soli con il software dell'Agenzia delle Entrate, oppure tramite un CAF, un commercialista o un notaio. Nella stessa dichiarazione si chiede l'agevolazione e la voltura catastale.

Dal 2025, poi, è cambiato il modo di pagare. Con la riforma del 2024 gli eredi calcolano da soli l'imposta di successione, cioè in autoliquidazione[3]. In seguito l'Agenzia controlla i conti e, se serve, chiede la differenza.

Attenzione a un punto: la dichiarazione non vale come accettazione dell'eredità. Se vuoi vendere la casa, infatti, serve anche l'accettazione, che il notaio trascrive nei registri.

Quando si perde lo sconto sulla successione prima casa?

L'agevolazione si perde in alcuni casi. Ecco i più comuni.

  • Residenza mancata: l'erede non trasferisce la residenza nel comune entro diciotto mesi.
  • Dichiarazione falsa: l'erede dichiara requisiti che non ha.
  • Vendita anticipata: l'erede vende la casa entro cinque anni senza ricomprare un'abitazione principale entro un anno.

In questi casi l'Agenzia recupera le imposte ordinarie, con sanzioni e interessi. Per questo conviene pianificare la successione prima di compilare la dichiarazione.

Coniuge superstite, usufrutto e IMU

Il coniuge che resta ha per legge il diritto di abitare nella casa di famiglia, anche se ci sono altri eredi. È un diritto simile all'usufrutto, che dura tutta la vita. Di conseguenza i figli diventano proprietari, ma non possono usare la casa finché il coniuge ci vive.

Dopo la successione, inoltre, cambia l'IMU. Se la casa diventa la tua abitazione principale, di regola non paghi l'IMU sulla prima casa. Se invece resta vuota o la affitti, l'imposta è dovuta in base alla tua quota.

Vendere la casa ereditata a Roma

Molti eredi decidono di vendere, soprattutto quando la casa è divisa tra fratelli. In questo caso serve l'accordo di tutti i coeredi, oppure la divisione della proprietà. Inoltre servono la dichiarazione di successione, l'accettazione e la conformità catastale. Trovi la lista completa nella guida ai documenti per vendere casa.

A Roma, poi, molte case di famiglia sono datate e hanno piccole difformità. Sistemarle prima di mettere in vendita evita ritardi al rogito. Un'agenzia che conosce la zona ti aiuta a stimare il valore e a mettere d'accordo i coeredi su un prezzo realistico.

Per vedere la procedura passo per passo, ecco il video tutorial ufficiale dell'Agenzia delle Entrate.

In sintesi

Nella successione prima casa le imposte ipotecaria e catastale sono fisse, se almeno un erede ha i requisiti. L'imposta di successione, invece, per coniuge e figli è quasi sempre nulla grazie alla franchigia. La dichiarazione di successione va inviata entro dodici mesi. Infine, se vendi entro cinque anni, valuta prima con il notaio il rischio di perdere lo sconto.

Hai ereditato una casa a Roma e vuoi sapere quanto vale? Chiedi una valutazione gratuita a un'agenzia della zona.

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Foto di Igor Lolatto su Unsplash

Domande frequenti

Quanto si paga di successione sulla prima casa?

Se almeno un erede ha i requisiti prima casa, le imposte ipotecaria e catastale sono fisse a 200 euro ciascuna. A queste si aggiungono bollo, tassa ipotecaria e tributi speciali. L'imposta di successione si paga solo oltre la franchigia.

Chi ha diritto all'agevolazione prima casa in successione?

Basta che un solo erede abbia i requisiti: residenza nel comune della casa, o trasferimento entro diciotto mesi, e nessun'altra casa acquistata con le agevolazioni prima casa. L'agevolazione riguarda le imposte ipotecaria e catastale, che diventano fisse. Inoltre vale per tutti gli eredi, anche per quelli che non hanno i requisiti.

Entro quando va presentata la dichiarazione di successione?

Entro dodici mesi dalla data del decesso, in via telematica con il servizio dell'Agenzia delle Entrate. Con la dichiarazione si chiede anche la voltura catastale degli immobili, senza una pratica separata. Se non ci sono immobili e l'eredità è piccola, inoltre, in alcuni casi la dichiarazione non serve. Conviene verificarlo con un professionista.

Coniuge e figli pagano l'imposta di successione?

Pagano il 4% solo sulla parte che supera un milione di euro per ciascun erede. Nella maggior parte delle successioni familiari, quindi, l'imposta di successione è pari a zero. Restano però le imposte ipotecaria e catastale sugli immobili, che con l'agevolazione prima casa diventano fisse, pari a 200 euro ciascuna.

Posso vendere la casa ereditata con l'agevolazione prima casa?

Sì, ma se la vendi entro cinque anni rischi di perdere l'agevolazione, salvo che compri un'altra abitazione principale entro un anno. In caso contrario devi pagare la differenza di imposta. Conviene quindi verificarlo con il notaio prima di firmare. Inoltre la casa ereditata non paga plusvalenza, anche se la vendi subito.

Fonti

  1. Normattiva — D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 - Testo unico delle imposte sulle successioni e donazioni

    Pubblicata il 31/10/1990Consultata il 05/11/2026

    Aliquote, franchigie e dichiarazione di successione.

  2. Normattiva — Legge 21 novembre 2000, n. 342, art. 69

    Pubblicata il 21/11/2000Consultata il 05/11/2026

    Imposte ipotecaria e catastale in misura fissa per la prima casa ereditata.

  3. Normattiva — D.Lgs. 18 settembre 2024, n. 139 - Riforma dell'imposta di successione

    Pubblicata il 18/09/2024Consultata il 05/11/2026

    Autoliquidazione dell'imposta di successione dal 2025.

  4. Agenzia delle Entrate — Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali

    Pubblicata il 01/01/2026Consultata il 05/11/2026

    Termini, modalità di invio e versamento delle imposte.

Avvertenza fiscale

Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Non sostituisce la consulenza di un commercialista, di un CAF o del notaio. Aliquote e regole possono cambiare: verifica sempre le fonti ufficiali prima di pagare o decidere.

Avvertenza legale

Contenuto informativo di carattere generale. Non costituisce consulenza legale: per il tuo caso specifico rivolgiti a un avvocato o a un notaio.

Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono la consulenza di un notaio, commercialista o avvocato.

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