Vai al contenuto
Immobiliaroma
Valuta casa
Coppia anziana nel soggiorno della casa su cui ha l'usufrutto
proprieta-e-successioni

Usufrutto della casa: cos'è, diritti, spese, IMU e calcolo 2026

Redazione Immobiliaroma.it Aggiornato il 6 novembre 2026 6 min di lettura

In breve

L'usufrutto è il diritto di usare una casa che appartiene a un altro e di incassarne gli eventuali affitti, rispettandone la destinazione. Dura al massimo per tutta la vita dell'usufruttuario. Chi ha l'usufrutto paga IMU e spese ordinarie; il nudo proprietario paga le spese straordinarie.

L'usufrutto è il diritto di usare una casa che appartiene a un altro e di goderne i frutti, come gli affitti. Chi lo ha si chiama usufruttuario; chi possiede il titolo si chiama nudo proprietario.

Lo regolano gli articoli 978 e seguenti del Codice civile[1]. Più avanti trovi anche il calcolo del valore con la tabella usufrutto 2026 e la risposta alla domanda più frequente: chi paga l'IMU?

Usufrutto: significato e come nasce

L'usufrutto può nascere in tre modi:

  • per contratto, per esempio quando vendi la nuda proprietà e tieni l'usufrutto;
  • per testamento o donazione, come il genitore che dona la casa ai figli riservandosi l'usufrutto;
  • per legge, come l'usufrutto legale dei genitori sui beni dei figli minori.

La durata massima coincide con la vita del titolare. Se il diritto è a tempo, invece, finisce alla data stabilita. Per società ed enti il limite è di 30 anni[1].

Il Codice civile del 1942, infatti, descrive questo diritto in una frase.

L'usufruttuario ha diritto di godere della cosa, ma deve rispettarne la destinazione economica.

Casa in usufrutto: cosa può fare l'usufruttuario

L'usufruttuario ha diritti ampi, ma deve rispettare la destinazione della casa. In pratica può:

  • abitarla con la famiglia;
  • affittarla e incassare i canoni;
  • cedere il suo diritto ad altri, se l'atto non lo vieta (ma il diritto finisce comunque con la sua vita);
  • fare migliorie, che però alla fine restano al proprietario.

Non può invece cambiare la destinazione economica dell'immobile. Trasformare un appartamento in un ufficio, per esempio, richiede l'accordo del nudo proprietario.

Chi paga spese, IMU e tasse con l'usufrutto?

Questa è la domanda più frequente. Ecco la divisione:

VoceUsufruttuarioNudo proprietario
IMUSìNo
TARISì, se occupa la casaNo
Spese ordinarie e manutenzioneSìNo
Condominio ordinarioSìNo
Riparazioni straordinarieNo (paga gli interessi sulla spesa)Sì
Reddito degli affittiSì, lo dichiaraNo

Sull'IMU la regola è chiara: paga l'usufruttuario. Se la casa è la sua abitazione principale non di lusso, quindi, non paga nulla. Se invece è una seconda casa, a Roma paga l'1,14%: trovi il calcolo nella guida all'IMU sulla seconda casa.

Per le spese straordinarie il Codice civile prevede un equilibrio. Il nudo proprietario paga i lavori, ma l'usufruttuario gli corrisponde gli interessi sulla somma finché dura il suo diritto.

Infine, sui bonus edilizi, la detrazione spetta sia all'usufruttuario sia al nudo proprietario che sostengono la spesa. Lo conferma l'Agenzia delle Entrate[4].

Calcolo dell'usufrutto: tabella 2026

Il valore fiscale del diritto vitalizio dipende dall'età dell'usufruttuario. Più è giovane, più vale. Nel 2026 si usano gli stessi coefficienti degli anni scorsi, calcolati al tasso minimo del 2,5%, come chiarito dal decreto del 24 dicembre 2025[3].

Età dell'usufruttuarioCoefficienteValore usufrutto
fino a 20 anni3895%
da 21 a 303690%
da 31 a 403485%
da 41 a 453280%
da 46 a 503075%
da 51 a 532870%
da 54 a 562665%
da 57 a 602460%
da 61 a 632255%
da 64 a 662050%
da 67 a 691845%
da 70 a 721640%
da 73 a 751435%
da 76 a 781230%
da 79 a 821025%
da 83 a 86820%
da 87 a 92615%
da 93 a 99410%

Esempio di calcolo

Una casa a Talenti vale 300.000 euro. L'usufruttuario ha 68 anni. Di conseguenza:

  • usufrutto: 300.000 × 45% = 135.000 euro;
  • nuda proprietà: 300.000 − 135.000 = 165.000 euro.

Per il diritto a tempo determinato si usa una formula diversa, basata sugli anni di durata. In questo caso conviene farsi aiutare dal notaio.

Quando finisce l'usufrutto

Il diritto si estingue nei casi previsti dall'articolo 1014[2]:

  1. alla morte dell'usufruttuario o alla scadenza del termine;
  2. quando usufrutto e nuda proprietà si riuniscono nella stessa persona;
  3. per non uso protratto per 20 anni;
  4. se la casa va completamente distrutta;
  5. per abuso, se l'usufruttuario danneggia o lascia deperire il bene.

Il trasferimento in una casa di riposo, quindi, non lo fa perdere. Conta solo il non uso ventennale.

Quando il diritto finisce, il nudo proprietario diventa pieno proprietario. Non paga imposte di successione su questo passaggio: basta il ricongiungimento in catasto.

Usufrutto e famiglia: due casi tipici

In famiglia l'usufrutto nasce spesso in due situazioni. Vediamo quindi quali sono.

Donazione della casa ai figli con usufrutto

È una soluzione molto usata. Il genitore dona la nuda proprietà ai figli e si tiene il godimento della casa. In questo modo continua ad abitare la casa e anticipa il passaggio ai figli. Le imposte si calcolano sul valore della nuda proprietà, con le franchigie previste per i parenti in linea retta.

Usufrutto del coniuge nella successione

Con la successione, il coniuge superstite ha il diritto di abitazione sulla casa familiare. È un diritto simile, ma più limitato: consente di abitare la casa e usare i mobili, non di affittarla. Trovi i dettagli nella guida alla successione.

Vendere una casa con usufrutto

Puoi vendere la nuda proprietà, l'usufrutto o entrambi insieme. Il caso più comune a Roma è l'anziano che vende la nuda proprietà e resta a vivere in casa. Così incassa subito una somma e conserva la sua abitazione.

Usufrutto e affitto: cosa sapere

Se l'usufruttuario affitta la casa, il contratto è valido a tutti gli effetti. L'inquilino, quindi, paga il canone all'usufruttuario e non al nudo proprietario. L'usufruttuario dichiara il reddito e può scegliere la cedolare secca, se ha i requisiti.

Cosa succede, però, se il titolare muore mentre il contratto è in corso? Il Codice civile tutela l'inquilino: le locazioni con data certa proseguono, ma per un periodo limitato. Il nudo proprietario, diventato pieno proprietario, può poi decidere se rinnovare.

Per questo, chi compra la nuda proprietà di una casa affittata dovrebbe leggere il contratto prima del rogito. In questo modo sa in anticipo per quanto tempo l'inquilino potrà restare.

Agenzia delle Entrate@Agenzia_Entrate

#Sciogliamoidubbi #Usufrutto e #detrazione degli interessi passivi del #mutuo per l'acquisto dell'abitazione principale: tutto quello che c'è da sapere, nella puntata odierna de #LaPostadiFiscoOggi

Pubblicato su X ·

Leggi su X

Il post originale si carica da X solo con il tuo consenso ai contenuti di terze parti.

In sintesi

L'usufrutto ti permette di vivere in una casa o affittarla senza esserne proprietario. Paghi IMU e spese ordinarie, mentre al nudo proprietario restano le spese straordinarie. Il valore si calcola con la tabella 2026, in base all'età.

Coppia anziana nel soggiorno della casa su cui ha l'usufrutto
Foto di Vitaly Gariev su Unsplash

Domande frequenti

Cosa significa avere l'usufrutto di una casa?

Significa poterla abitare o affittare e incassarne i canoni, senza esserne proprietario. Non puoi però cambiarne la destinazione, per esempio trasformarla in un ufficio senza accordo con il nudo proprietario. Inoltre devi curare la casa e pagare le spese ordinarie. Alla fine dell'usufrutto, il nudo proprietario diventa pieno proprietario.

Chi paga l'IMU in caso di usufrutto?

L'IMU la paga l'usufruttuario, non il nudo proprietario. Se la casa è la sua abitazione principale non di lusso, inoltre, è esente. Se invece l'usufruttuario la affitta o non ci vive, paga l'IMU come seconda casa, con l'aliquota del Comune. A Roma, nel 2026, l'aliquota ordinaria è dell'1,14%.

L'usufruttuario può affittare la casa?

Sì, può affittarla e tenere i canoni, che sono un suo reddito da dichiarare. Può anche scegliere la cedolare secca. Alla fine dell'usufrutto, però, il contratto prosegue solo per un periodo limitato, come prevede il Codice civile. Il nudo proprietario, quindi, non resta vincolato all'affitto per tutta la sua durata.

Quanto dura l'usufrutto?

Al massimo per tutta la vita dell'usufruttuario, ma le parti possono anche fissare una durata più breve. Se l'usufruttuario è una persona giuridica, come una società, il limite è di 30 anni. Alla scadenza, inoltre, il nudo proprietario diventa pieno proprietario senza pagare imposte su quel passaggio.

Si perde l'usufrutto se si va in casa di riposo?

No. L'usufrutto si perde per non uso solo dopo 20 anni, oppure per abuso del diritto, per esempio se l'usufruttuario lascia andare in rovina la casa. Il trasferimento in una struttura di cura, quindi, non basta a farlo estinguere. Inoltre l'usufruttuario può affittare la casa e usare i canoni per pagare la retta.

Fonti

  1. Normattiva — Codice civile, artt. 978 e seguenti - Dell'usufrutto

    Pubblicata il 16/03/1942Consultata il 05/11/2026

    Disciplina generale di costituzione, diritti e obblighi.

  2. Normattiva — Codice civile, art. 1014 - Estinzione dell'usufrutto

    Pubblicata il 16/03/1942Consultata il 05/11/2026

    Estinzione per scadenza, morte, consolidazione, non uso ventennale, perimento del bene.

  3. Dipartimento delle Finanze — Decreto 24 dicembre 2025 - calcolo dei diritti di usufrutto per il 2026

    Pubblicata il 24/12/2025Consultata il 05/11/2026

    Coefficienti per il 2026.

  4. Agenzia delle Entrate — Bonus ristrutturazioni: a chi spetta

    Consultata il 05/11/2026

    La detrazione spetta anche all'usufruttuario e al nudo proprietario.

Avvertenza legale

Contenuto informativo di carattere generale. Non costituisce consulenza legale: per il tuo caso specifico rivolgiti a un avvocato o a un notaio.

Avvertenza fiscale

Contenuto informativo aggiornato alla data indicata. Non sostituisce la consulenza di un commercialista, di un CAF o del notaio. Aliquote e regole possono cambiare: verifica sempre le fonti ufficiali prima di pagare o decidere.

Le informazioni hanno carattere generale e non sostituiscono la consulenza di un notaio, commercialista o avvocato.

Continua a leggere